{"id":341,"date":"2017-02-07T17:12:40","date_gmt":"2017-02-07T16:12:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.travessa-estrela.com\/wordpress\/?p=341"},"modified":"2020-11-15T12:00:31","modified_gmt":"2020-11-15T11:00:31","slug":"carlos-drummond-de-andrade-tr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.travessa-estrela.com\/wordpress\/carlos-drummond-de-andrade-tr\/","title":{"rendered":"Carlos Drummond de Andrade (tr.)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Carlos Drummond de Andrade<\/strong><br \/>\n(1902-1985)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">DA<br \/>\nLA ROSA DEL POPOLO<br \/>\n<em>(A ROSA DO POVO)<\/em> (1945)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">RICERCA DELLA POESIA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non fare versi sugli avvenimenti.<br \/>\nNon esiste creazione n\u00e9 morte di fronte alla poesia.<br \/>\nDavanti a lei, la vita \u00e9 un sole statico,<br \/>\nnon riscalda n\u00e9 illumina.<br \/>\nLe affinit\u00e1, gli avversari, i casi personali non contano.<br \/>\nNon fare poesia con il corpo,<br \/>\nquesto eccellente, completo, confortevole corpo, cos\u00ec avverso all&#8217;effusione lirica.<br \/>\nLa tua goccia di bile, la tua smorfia di godimento o di dolore nel buio<br \/>\nsono indifferenti.<br \/>\nNon mi rivelare i tuoi sentimenti,<br \/>\nche si valgono dell&#8217;equivoco e tentano il lungo viaggio.<br \/>\nCi\u00f2 che pensi e senti, questo non \u00e9 ancora poesia.<\/p>\n<p>Non cantare la tua citt\u00e0, lasciala in pace.<br \/>\nIl canto non \u00e9 il movimento delle macchine n\u00e9 il segreto delle case.<br \/>\nNon \u00e9 musica udita di passaggio; rumore del mare per le strade prossime alla battigia.<br \/>\nIl canto non \u00e9 la natura<br \/>\nn\u00e9 gli uomini nella societ\u00e0.<br \/>\nPer esso, pioggia e notte, stanchezza e speranza non significano nulla.<br \/>\nLa poesia (non estrarre poesia dalle cose)<br \/>\nelide soggetto e oggetto.<\/p>\n<p>Non drammatizzare, non invocare,<br \/>\nnon indagare. Non perdere tempo a mentire.<br \/>\nNon ti seccare.<br \/>\nIl tuo yacht d&#8217;avorio, la tua scarpa di diamante.<br \/>\nle vostre mazurche e illusioni, i vostri scheletri di famiglia<br \/>\nsparirono dietro la curva del tempo, sono qualcosa di inutile.<br \/>\nNon ricomporre<br \/>\nla tua sepolta e melancolica infanzia.<br \/>\nNon oscillare tra lo specchio e la<br \/>\nmemoria in dissoluzione.<br \/>\nCi\u00f2 che si dissolse, non era poesia<br \/>\nCi\u00f2 che si frantum\u00f2, non era cristallo.<br \/>\nPenetra sordamente nel regno delle parole.<br \/>\nSono l\u00e0 le poesie che aspettano di essere scritte.<br \/>\nSono paralizzate, ma non c&#8217;\u00e9 ansia,<br \/>\nc\u2019\u00e8 calma e fresco sulla superficie intatta.<br \/>\nEccole sole e mute, allo stato di dizionario.<br \/>\nConvivi con le tue poesie, prima di scriverle.<br \/>\nAbbi pazienza se sono oscure. Calma, se ti provocano.<br \/>\nAspetta che ciascuna si realizzi e si consumi<br \/>\ncon il suo potere di parola<br \/>\ne il suo potere di silenzio.<br \/>\nNon forzare la poesia a staccarsi dal limbo.<br \/>\nNon raccogliere per terra la poesia che si \u00e9 persa.<br \/>\nNon adulare la poesia. Accettala<br \/>\ncome essa accetter\u00e0 la sua forma definitiva e concentrata<br \/>\nnello spazio.<\/p>\n<p>Vieni pi\u00f9 vicino e contempla le parole.<br \/>\nCiascuna<br \/>\nha mille aspetti segreti sotto l&#8217;aspetto neutro<br \/>\ne ti chiede, senza interesse per la risposta,<br \/>\npovera o terribile, che le darai:<br \/>\nHai portato la chiave?<\/p>\n<p>Osserva:<br \/>\ndisertate da melodia e concetto<br \/>\nsi rifugiarono nella notte, le parole.<br \/>\nAncora umide e impregnate di sonno,<br \/>\nrotolano in un fiume difficile e diventano disprezzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\">RESIDUO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di tutto \u00e9 rimasto un poco.<br \/>\nDella mia paura. Della tua ripugnanza.<br \/>\nDelle grida balbettanti. Della rosa<br \/>\n\u00e9 rimasto un poco.<\/p>\n<p>\u00c9 rimasto un poco di luce<br \/>\ncolta nel cappello.<br \/>\nNegli occhi del ruffiano<br \/>\ndi tenerezza \u00e9 rimasto un poco<br \/>\n(molto poco).<\/p>\n<p>Poco \u00e9 rimasto di questa polvere<br \/>\ndi cui si \u00e9 coperta la tua scarpa<br \/>\nbianca. Sono rimasti<br \/>\npochi indumenti, pochi veli strappati<br \/>\npoco, poco, molto poco.<\/p>\n<p>Ma di tutto rimane un poco.<br \/>\nDel ponte bombardato<br \/>\ndi due fili d&#8217;erba<br \/>\ndel pacchetto<br \/>\n&#8212; vuoto &#8212; di sigarette, \u00e9 rimasto un poco.<\/p>\n<p>Ch\u00e9 di tutto rimane un poco.<br \/>\nRimane un poco del tuo mento<br \/>\nnel mento di tua figlia.<br \/>\nDel tuo aspro silenzio<br \/>\nun poco \u00e9 rimasto, un poco<br \/>\nsui muri irritati,<br \/>\nsulle foglie, mute, che salgono.<\/p>\n<p>\u00c9 rimasto un poco di tutto<br \/>\nnelle sottocoppe di porcellana,<br \/>\ndragone franto, fiore bianco,<br \/>\n\u00e9 rimasto un poco<br \/>\ndi ruga sulla vostra fronte,<br \/>\nritratto.<\/p>\n<p>Se di tutto rimane un poco,<br \/>\nma perch\u00e9 non resterebbe<br \/>\nun poco di me? nel treno<br \/>\nche porta al nord, nella barca,<br \/>\nnegli annunci di giornale,<br \/>\nun poco di me a Londra<br \/>\nun poco di me altrove?<br \/>\nnella consonante?<br \/>\nnel pozzo?<br \/>\nRimane un poco che oscilla<br \/>\nalla foce dei fiumi<br \/>\ne i pesci non lo evitano,<br \/>\nun poco; non si trova nei libri.<\/p>\n<p>Di tutto rimane un poco.<br \/>\nNon molto: da un rubinetto<br \/>\ncade questa goccia assurda,<br \/>\nmet\u00e0 sale e met\u00e0 alcol,<br \/>\nsalta questa zampa di rana,<br \/>\nquesto vetro di orologio<br \/>\nfranto in mille speranze,<br \/>\nquesto collo di cigno,<br \/>\nquesto segreto d&#8217;infanzia&#8230;<br \/>\nDi tutto \u00e9 rimasto un poco:<br \/>\ndi me; di te; di Abelardo.<br \/>\nCapello sulla mia manica,<br \/>\ndi tutto \u00e9 rimasto un poco;<br \/>\nvento nelle mie orecchie,<br \/>\nrutto sempliciotto, gemito<br \/>\ndi viscere non rassegnate,<br \/>\ne artefatti minuscoli:<br \/>\ncampana di vetro, alveolo, capsula<br \/>\ndi revolver&#8230; di aspirina.<br \/>\nDi tutto \u00e9 rimasto un poco.<br \/>\nE di tutto rimane un poco.<br \/>\nOh apri i flaconi di lozione<br \/>\ne soffoca<br \/>\nl&#8217;insopportabile cattivo odore della memoria.<\/p>\n<p>Ma di tutto, terribile, rimane un poco,<br \/>\ne sotto le onde ritmate<br \/>\ne sotto le nuvole e i venti<br \/>\ne sotto i ponti e sotto le gallerie<br \/>\ne sotto le fiamme e sotto il sarcasmo<br \/>\ne sotto il catarro e sotto il vomito<br \/>\ne sotto il singhiozzo, il carcere, il dimenticato<br \/>\ne sotto gli spettacoli e sotto la morte di scarlatto<br \/>\ne sotto le biblioteche, gli ospiz\u00ee, le chiese trionfanti<br \/>\ne sotto te stesso e sotto i tuoi piedi gi\u00e0 duri<br \/>\ne sotto i cardini della famiglia e della classe<br \/>\nrimane sempre un poco di tutto.<br \/>\nA volte un bottone. A volte un ratto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlos Drummond de Andrade (1902-1985) DA LA ROSA DEL POPOLO (A ROSA DO POVO) (1945) RICERCA DELLA POESIA &nbsp; Non fare versi sugli avvenimenti. Non esiste creazione n\u00e9 morte di fronte alla poesia. Davanti a lei, la vita \u00e9 un sole statico, non riscalda n\u00e9 illumina. Le affinit\u00e1, gli avversari, i casi personali non contano. Non fare poesia con il corpo, questo eccellente, completo, confortevole corpo, cos\u00ec avverso all&#8217;effusione lirica. La tua goccia di bile, la tua smorfia di godimento o di dolore nel buio sono indifferenti. Non mi rivelare i tuoi sentimenti, che si valgono dell&#8217;equivoco e tentano il lungo viaggio. Ci\u00f2 che pensi e senti, questo non \u00e9 ancora poesia. Non cantare la tua citt\u00e0, lasciala in pace. Il canto non \u00e9 il movimento delle macchine n\u00e9 il segreto delle case. Non \u00e9 musica udita di passaggio; rumore del mare per le strade prossime alla battigia. Il canto non \u00e9 la natura n\u00e9 gli uomini nella societ\u00e0. Per esso, pioggia e notte, stanchezza e speranza non significano nulla. La poesia (non estrarre poesia dalle cose) elide soggetto e oggetto. Non drammatizzare, non invocare, non indagare. Non perdere tempo a mentire. Non ti seccare. Il tuo yacht d&#8217;avorio, la tua scarpa di diamante. le vostre mazurche e illusioni, i vostri scheletri di famiglia sparirono dietro la curva del tempo, sono qualcosa di inutile. Non ricomporre la tua sepolta e melancolica infanzia. Non oscillare tra lo specchio e la memoria in dissoluzione. Ci\u00f2 che si dissolse, non era poesia Ci\u00f2 che si frantum\u00f2, non era cristallo. Penetra sordamente nel regno delle parole. Sono l\u00e0 le poesie che aspettano di essere scritte. Sono paralizzate, ma non c&#8217;\u00e9 ansia, c\u2019\u00e8 calma e fresco sulla superficie intatta. Eccole sole e mute, allo stato di dizionario. Convivi con le tue poesie, prima di scriverle. Abbi pazienza se sono oscure. Calma, se ti provocano. Aspetta che ciascuna si realizzi e si consumi con il suo potere di parola e il suo potere di silenzio. Non forzare la poesia a staccarsi dal limbo. Non raccogliere per terra la poesia che si \u00e9 persa. Non adulare la poesia. Accettala come essa accetter\u00e0 la sua forma definitiva e concentrata nello spazio. Vieni pi\u00f9 vicino e contempla le parole. Ciascuna ha mille aspetti segreti sotto l&#8217;aspetto neutro e ti chiede, senza interesse per la risposta, povera o terribile, che le darai: Hai portato la chiave? Osserva: disertate da melodia e concetto si rifugiarono nella notte, le parole. Ancora umide e impregnate di sonno, rotolano in un fiume difficile e diventano disprezzo. &nbsp; RESIDUO &nbsp; Di tutto \u00e9 rimasto un poco. Della mia paura. Della tua ripugnanza. Delle grida balbettanti. Della rosa \u00e9 rimasto un poco. \u00c9 rimasto un poco di luce colta nel cappello. Negli occhi del ruffiano di tenerezza \u00e9 rimasto un poco (molto poco). Poco \u00e9 rimasto di questa polvere di cui si \u00e9 coperta la tua scarpa bianca. Sono rimasti pochi indumenti, pochi veli strappati poco, poco, molto poco. Ma di tutto rimane un poco. Del ponte bombardato di due fili d&#8217;erba del pacchetto &#8212; vuoto &#8212; di sigarette, \u00e9 rimasto un poco. Ch\u00e9 di tutto rimane un poco. Rimane un poco del tuo mento nel mento di tua figlia. Del tuo aspro silenzio un poco \u00e9 rimasto, un poco sui muri irritati, sulle foglie, mute, che salgono. \u00c9 rimasto un poco di tutto nelle sottocoppe di porcellana, dragone franto, fiore bianco, \u00e9 rimasto un poco di ruga sulla vostra fronte, ritratto. Se di tutto rimane un poco, ma perch\u00e9 non resterebbe un poco di me? nel treno che porta al nord, nella barca, negli annunci di giornale, un poco di me a Londra un poco di me altrove? nella consonante? nel pozzo? Rimane un poco che oscilla alla foce dei fiumi e i pesci non lo evitano, un poco; non si trova nei libri. Di tutto rimane un poco. Non molto: da un rubinetto cade questa goccia assurda, met\u00e0 sale e met\u00e0 alcol, salta questa zampa di rana, questo vetro di orologio franto in mille speranze, questo collo di cigno, questo segreto d&#8217;infanzia&#8230; Di tutto \u00e9 rimasto un poco: di me; di te; di Abelardo. Capello sulla mia manica, di tutto \u00e9 rimasto un poco; vento nelle mie orecchie, rutto sempliciotto, gemito di viscere non rassegnate, e artefatti minuscoli: campana di vetro, alveolo, capsula di revolver&#8230; di aspirina. Di tutto \u00e9 rimasto un poco. E di tutto rimane un poco. Oh apri i flaconi di lozione e soffoca l&#8217;insopportabile cattivo odore della memoria. Ma di tutto, terribile, rimane un poco, e sotto le onde ritmate e sotto le nuvole e i venti e sotto i ponti e sotto le gallerie e sotto le fiamme e sotto il sarcasmo e sotto il catarro e sotto il vomito e sotto il singhiozzo, il carcere, il dimenticato e sotto gli spettacoli e sotto la morte di scarlatto e sotto le biblioteche, gli ospiz\u00ee, le chiese trionfanti e sotto te stesso e sotto i tuoi piedi gi\u00e0 duri e sotto i cardini della famiglia e della classe rimane sempre un poco di tutto. A volte un bottone. 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